ON THE CROSS’S SIDES

Something is blowing in the wind
either the cray or the grin.
Prayer and swearing sadly wave
on the right and left cross’s side.
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CRISTO NON CERCATELO QUI, È MORTO IN UCRAINA

Ciao Alla

Grazie per aver tradotto questa mia breve composizione in ucraino.

Non conosco la tua lingua ma l’alfabeto già mi sembra più adeguato al tono che vi è neppur troppo celato. Le lettere non sono rotonde ed indulgenti come in italiano, ma spigolose e pungenti come spine di una corona di rovi intrecciati che affondano le punte sul foglio e qua e là latrano come cani mostrando i denti aguzzi del terrore e si trasformano in piccole croci disseminate nei versi. Proprio quello che ci vuole a far sanguinare il dolore per quello che sta succedendo in quel vasto Golgota che è la tua terra, oggi. Un oggi che ha cancellato il passato e nasconde il futuro con la paura della speranza. Ma non può essere che un lago diventi mare e sommerga tutto un popolo, non può essere il fuoco non sia spento dal pianto incessante!

Tre giorni ancora, ma sono tre giorni che non passano mai.

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UCRAINA

INVERNO 2022

Lasciate almeno
che rimanga un albero,
icona sfregiata
di un inverno a pezzi,
succhiare sangue dalle radici
respirare polvere
di innocenti macerie.
Bruciate tutto
nella steppa senza Dio
ma che rimanga un albero
a riempirsi di gemme
questa primavera.
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LA’, IN MEZZO AL MAR

È vera delusione questa?
O non è la delusione che il debole paravento della rabbia per la deriva della politica in Italia a cui assistiamo estranei e straniati?
E se fosse la punta dell’iceberg affiorante nel mare dell’impotenza che ci sommerge impedendoci qualsiasi tentativo di salvataggio?
Magari è lo scoglio contro il quale andiamo a sbattere privi di ogni rotta?
Continuando la metafora, è forse la nave in mano a piloti che escono da buone scuole di navigazione ed hanno il patentino per tentare una traversata ma sono a capo di una ciurma che fa di tutto per sabotare la buona volontà del comandante solo e isolato?
Si sposta da una parte all’altra dell’imbarcazione la ciurma, facendola oscillare pericolosamente, abbandona la sala macchine lasciandole ad ingripparsi, non rispetta le consegna del mantenimento in ordine fino a sfiorare l’indecenza, butta a mare le preziose dotazioni spogliandola come una nobile signora decaduta, si ammutina ogni volta per motivi incomprensibili.
La delusione, pian piano, si trasforma in angoscia quando ci si accorge che siamo noi ad aver espresso quella ciurma ed avergli affidato il compito di servire, pagati, la nave mentre poi vediamo i marinai comportarsi come dei passeggeri in viaggio di piacere.
Muti e passivi la guardiamo allontanarsi, fra rimpianto e rassegnazione, che diventa amara consapevolezza di aver perso il piacere della navigazione: abbiamo delegato tutto a degli irresponsabili senza tenerci la dignità di incidere nella vita di bordo, rinunciato all’esperienza di essere equipaggio per una volta.
Abbiamo seppellito sotto gli stracci di una democrazia fuori moda le aspirazioni per un mondo migliore, il desiderio per un’etica comune da difendere con la forza del numero?
Fino a quando, cittadino di nome ma non di fatto, ti sarai coperto di indifferenza?
Sarai per sempre uno dei tanti viaggiatori nella nebbia di una stupida, infinita arrendevolezza?
Fino a quando, dunque, continuare ad essere rappresentati piuttosto che partecipare?
No, non è solo delusione, è sconfitta, dopo una disonorevole ritirata, rinuncia ad opporsi al nihilismo, al tanto peggio tanto meglio.
È vera libertà questa?
È autodistruzione.

Torna ad alzarti, a sollevare la testa
a camminare con le spalle diritte, in avanti,
torna, dunque, a contare com’è giusto
nella comunità, nella politica e nel lavoro:
è tempo di sentire il dovere della responsabilità
a colorare il cielo troppo grigio ed uniforme,
barattare qualche diritto con la solidarietà.
Lascia la caverna ed il gioco del solitario
esci a conquistare con onore la tua libertà,
non sei numero ma variabile decisiva
sei quello che manca per abbassare la bilancia,
l’anello di congiunzione fra vecchio e novità
scintilla per sperare che qualcosa cambi.

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COCKTAIL

Di liquori trasparenti
in ampolle cristalline
gorgogliano le bolle
con vortici centrifughi.

Omogenei componenti
entro elastici capillari
superano snodi periferici
in gocce ben allineate.

Scorre dentro la clessidra 
frutto di combinazioni 
in vena congrua pozione
di enigmatici stregoni.

Senti camici frusciare 
stanchi piedi strascicati
lungo bianchi corridoi
senza  porte per uscire.

Gesti molto automatici
conformi a rigidi protocolli 
mani svelte come amen
tessono trame complicate.

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NATALE E’

Anche quest’anno è arrivato.
Chi? Dove? Per chi?
Provo a dare la mia risposta

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INFINITAMENTE PICCOLO

Ritorno dallo spazio extraterrestre e dopo un tempo stratosferico a riempire queste pagine di ioni a valenza zero.

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SE

Se l’amore fosse un fiume
Ruscello avaro o torrente generoso,
Tu saresti la diga
Che all’acqua dà tregua
Argine al suo mutevole fluire.

Se l’amore fosse un fiume
Vicino alla foce, sul finire del piano,
Tu saresti il mare
Che tutto contiene
E dove si perde ogni confine.
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VIAGGI

Tutti ci ricordiamo dei viaggi per le cose che abbiamo visto, le esperienze fatte, la gente conosciuta. Gioiamo per le emozioni vissute e riempiamo diari ed album di foto.

Nella nostra vita percorriamo tanta strada per raggiungere obiettivi, allontanarci o avvicinarci a qualcuno, lavorare, rincorrere, allenarci. Lo facciamo calpestando ogni tipo di suolo.

Dedico questi due lavori alle scarpe, che non celebriamo mai per il servizio che ci danno nel percorrere le vie del mondo e della vita. Sono la corteccia che riveste il tronco e lo protegge, sono le ali che ci sollevano di pochi ma fondamentali millimetri.

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IN RICORDO

Se n’è andata la signora Maria, vedova di Rino Snaidero, una di quelle donne che lasciano il segno del tempo vissuto in terra senza rumore, con un tratto leggero ma indelebile.

Ogni suo gesto, ogni parola, ogni silenzio, ogni momento sono stati rivestiti di raffinato stile, ispirati da una calda accoglienza, caratterizzati da tanta sobrietà.

Ci lascia un bel ricordo ed un umile esempio di lunga e non facile vita accanto ad un uomo della storia, vulcanico e insaziabile, che ha servito discretamente ma con fermezza di principi ed attaccamento ai valori familiari.

Per lei, parole di saluto, ai figli, di conforto.

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